La calamarata di primavera

Il formato calamarata, che non è altro che il pacchero a metà, si presta benissimo con sughi di pesce.

Allora oggi chef Lulù ci presenta la ricetta facile e gustosa della calamarata con asparagi e calamari.

Vi serviranno pomodorini, basilico, prezzemolo, aglio, peperoncino, calamari, asparagi sale olio e alla fine per mantecare tutto ci sta bene, se volete anche una noce di burro, che con gli asparagi si sposa bene e renderà il sugo più cremoso.

La video ricetta della calamarata di primavera


Una toscana in cucina

Luana “Lulù” Fruzzetti è cuoca e pasticcera e dopo anni passati nelle cucine di ristoranti e locali della Versilia ha deciso di coltivare il suo grande sogno, quello di avviare una propria attività.

Lulù vive in luogo incantato, a 700 m di altitudine, tra prati e boschi di castagni, sui monti sopra Massa.

Qui coltiva il suo orto, per una cucina a km zero e con prodotti di qualità. I formaggi e le farine le arrivano da un pastore della zona, così come tutte le materie prime che impiega per cucinare le prelibatezze che ci presenterà.


Vermentino Cuore di Candia DOC 2017

Codice articolo 00015
€24,00
Il vermentino Cuore di Candia è il Cru di Cantine Ramarro. Abbinare a Jazz Be Pop, annata 2017 (bollino d'oro)
Disponibile
1
Dettagli del prodotto

Vermentino Cuore di Candia DOC

Vermentino toscano DOC in purezza.

Il vermentino Cuore di Candia è il Cru di Cantine Ramarro.
Abbinare a Jazz Be Pop, annata 2017 (bollino d'oro)

Un Vermentino moderno, non più certamente solo riscaldato dalle note del Sole delle massime esposizioni di cui godono le erte terrazze del Candia, a cui Veronelli, amava riferirsi negli anni settanta, decantandone lode di calore, morbidezza e suadenza abboccata. Oggi il figlio del Tirreno guarda al futuro, non rinunciando a se stesso e nella struttura ripropone intatti i suoi valori genetici e ambientali, aggiungendo leggerezza di stile, fragranza sempre presente a rilanciarne il sorso, profilo gusto-olfattivo sottilmente aromatico, il tutto a compendio di un quadro che già ricco, lo faceva degno gregario della cucina costiera Tosco-Ligure, oggi ben oltre e non solo Mare. La lucentezza visiva gli regala toni di brillantezza giallo citrina nelle nervature verdi giovanilissime. Una freschezza di colore che diviene del frutto, in tutti gli ulteriori passaggi sensoriali. La consistenza corporea visiva è ricca e sostanziosa, allungando con notevole ispessimento le lacrime sulle pareti del bicchiere. L'olfattivo è delicato e in divenire, introspettivo nelle proposte di boccioli non ancora dischiusi di mughetto e lilium, insaporiti dall'aspetto aromatico della maggiorana, con note asprigne di bergamotto, prugna bianca selvatica e mandorla ancora verde. Al gusto la mineralità sofisticata, si lega perfettamente agli elementi di acidità, determinando l'unain veste marmorea, l'altra in chiave più severa e meno briosa, sicuramente non scissa, nonostante l'evidenza. Il riuscito connubio di queste forze gustative, trasforma il risultato dell'effetto delle durezze in gusto setoso e avvolgente, ben coaudiuvato nelle retrovie dall'apparato glicerico di alto profilo. Un bel ricordo finale nella scia della persistenza, che richiama bene i primi albori gustativi, non rinunciando a proporre future scommesse. Da vedere e rivedere nel tempo

Laura Zini


Salva questo articolo per dopo