I crostini toscani

I crostini toscani appartengono ai momenti prima del pranzo di Natale, l’aperitivo di fronte al grande camino, il profumo degli arrosti e leccarsi i baffi al pensiero degli anolini.

Prepariamo i crostini

I crostini toscani si preparano con i fegatini di pollo, la milza e il macinato. A casa nostra.

C’è chi però non mette il macinato, chi li prepara solo con i fegatini, chi usa il macinato misto e chi solo la milza.

Vi proporrò, dunque, diverse versioni. Tutte sicuramente ottime, tra queste la ricetta di casa nostra.

I crostini toscani, quelli delle Cozzole

A casa nostra si chiamano crostini e basta. Non si corre il rischio di fraintendimenti. I crostini sono questi, sarà semmai opportuno specificare nel caso in cui si intenda guarnire e condire il pane con qualche preparazione differente.

Ingredienti
  • 1 cipolla
  • 200 g di milza
  • 500 g di fegatini di pollo
  • 300 g di macinato
  • acciuga
  • capperi
  • vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • doppio concentrato di pomodoro
Procedimento

In un tegame capiente soffriggete metà cipolla tagliata fine, aggiungete i fegatini debitamente puliti, sfumate con vino bianco, aggiungete sale e pepe.

Fate cuocere e successivamente tritate i fegatini, rigorosamente a coltello. Mettete da parte.

Nel frattempo avrete preparato la milza, che dovrete spremere con il dorso di un grosso e pesante coltello da cucina per estrarne la polpa.

Questo è il mestiere che nessuno vuole mai fare, perché in effetti è una robetta un po’ trucida. Ma va fatta in questo modo. E nemmeno va bene farsela spellare dal macellaio e frullarla come vi diranno alcuni. Così si fa e basta.

Durante queste operazioni vi troverete intorno qualche sfaccendato familiare pronto a dispensare consigli, se non critiche, non richiesti.

I fegatini li devi tagliare più fini; no, il coltello lo devi inclinare così, guarda che bruci il soffritto…

Mentre fate quanto descritto sopra avrete finemente tritato la mezza cipolla rimasta, l’avete messa in un altro tegame a soffriggere e avete messo il macinato. Vino bianco, ecc ecc.

A questo punto potete unire tutti gli ingredienti, aggiungere un poco di concentrato di pomodoro e la milza alla fine (la milza non deve cuocere troppo, come i fegatini, altrimenti diventano amari).

Mescolate, aggiungete un poco di brodo e fate cuocere.

Quanto? Quando Basta. A occhio, insomma. Assaggiate e verificare che il sugo dei crostini diventi cremoso e non si asciughi troppo.

Siamo ora al tocco finale: l’aggiunta del trito di capperi e acciuga. Anche questo va fatto a coltello e aggiunto poco alla volta sotto l’attento controllo di un assaggiatore (anche più di uno) di fiducia.

Il risultato è pura magia, una cucina che necessita l’intervento di una squadra di pulizie e il rischio che prima di sera il risultato delle vostre fatiche sia dimezzato dai ripetuti interventi degli assaggiatori professionisti.

Il pane giusto

Per i crostini si usano le fruste, non il consueto pane toscano.
Si possono bagnare con un poco di brodo prima di mettere il sugo, ma solo se il sugo è venuto troppo asciutto altrimenti non dovrebbe essere necessario.

I crostini di milza alla san donatino

Questa è la ricetta più simile alla nostra, ingredienti e dosi sono praticamente gli stessi, cambia un po’ il procedimento.

crostini milza
I crostini di milza Ph: https://lacucinadicalycanthus.com

I crostini toscani di fegatini

Ecco invece da Carla – autrice del noto blog Le ricette di Terrore Splendore – la videoricetta dei suoi crostini. In questo caso solo di fegatini di pollo.


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